Con il tempo, l’uomo é riuscito a far passare quasi come insignificante il fatto materiale di “saper fare”. Noi invece crediamo che nelle mani di chi fa, nel rapporto diretto con la materia ci sia qualcosa di profondamente autentico e anche un po’ sbagliato che però riesce a rendere la creazione semplicemente unica. Questo risultato è straordinario, inteso proprio come extra ordinario, perché nella ordinarietá siamo abituati ad avere le cose fatte dagli altri, in un tempo in cui tutto è frenetico e veloce. Abbiamo compreso che ognuno di noi può lasciare il segno, può restituire al mondo il risultato di ciò che in ogni istante passa attraverso il filtro delle proprie emozioni. In questo modo la creazione non ha fine a se stessa ma è il mentore della stessa esperienza e nettare che sazia gli occhi di chi la guarda. Se non conserviamo il nostro spirito di iniziativa insieme al genuino senso di emulazione della grandezza, non produciamo più niente e viviamo di conservazione della grandezza già esistente. Invece noi possiamo fare, perché pieni di creatività. Si, quella creatività a cui occorre il tempo di riflettere, da cui poi deriva il verbo creare e poi l’oggetto della creazione. Quella stessa creatività che ci porta a capire che se ci rimbocchiamo le maniche qualcosa siamo sempre in grado di creare, perché, al contrario di quanto si pensi, le soluzioni non sono fuori ma ce le abbiamo dentro. Ed è quindi questo il bello. Il bello, la vera bellezza sta nel mettere se stesso in ciò che si fa: tradurre e dare forma a qualcosa attraverso l’uso delle mani, perché la sostanza si fa tramite l’azione e l’esperienza diretta del fare. È rilevante però riconoscere l’importanza degli strumenti, come oggetti che possiedono caratteristiche fondamentali che si adattano perfettamente all’idea. C’è quindi la persona e l’idea, ma non solo. Ci sono gli strumenti, un’estensione degli arti che permettono di indagare la materia andando nel dettaglio, dando cosi alla creazione la libertá autentica di “dire cose”, di esprimersi. Si può condividere la creazione stessa dell’opera, il come viene fatta, ma la cosa importante è lasciar passare le motivazioni che sottendono alla realizzazione dell’opera. In questo modo si condivide l’esperienza del fare. La creatività deve essere esercitata, ma anche la vita ci mette a disposizione molti strumenti per fare grandi cose, anche con poco, dipende dall’uso che ne facciamo. Per alcune cose, il valore vero sta nella congiunzione di tre elementi: la mente, la mano e il cuore. La nostra esistenza non è altro che un breve momento, uno schiocco di dita per l’universo. È un vero e proprio miracolo che la nostra percezione ci conceda tutto questo tempo. Ogni gesto, opera o azione ha un valore infinito. Noi esistiamo, siamo. Noi abbiamo il solo scopo di realizzare la nostra vera natura. Dobbiamo fare quello che vogliamo, perché possiamo farlo. Ma bisogna ricordarsi che alla fine c’è una cosa che dobbiamo veramente fare: VIVERE

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